SESSUOLOGO: Narcisismo: cercare di piacere o cercare il piacere?

Narcisismo: cercare di piacere o cercare il piacere?

 

Immagine, esteriorità ed estetica sono protagoniste dei social e delle moderne forme di comunicazione. Rappresentano davvero le chiavi del successo in amore e nel sesso?

Nelle Metamorfosi di Ovidio il giovane Narciso è un sedicenne di rara bellezza da cui sono attratti uomini e donne senza essere ricambiati. Narciso è condannato da Nemesi a innamorarsi della propria immagine riflessa in una fonte. Anche lui destinato a un amore impossibile in cui continua a contemplare l’oggetto amato ma ogni tentativo di toccarlo o di baciarlo fallisce proprio nell’istante in cui sembra succedere. La nostra aspirazione di successo e affermazione narcisistica ha caratteristiche molto simili. Quando l’obiettivo sembra raggiunto si sposta inevitabilmente un po’ più in là. In psicologia il concetto di narcisismo si associa a un’autostima sostenuta dal continuo bisogno di conferme e convalide esterne. L’altro diviene specchio, strumento di tale priorità egoica mai realmente paga. Come nel mito il narcisista può spesso sedurre e affascinare “a distanza” senza mai realmente lasciarsi raggiungere. Allo stesso tempo insegue un piacere di cui non è in grado di godere perché la sua aspirazione si proietta sempre oltre. È una dinamica che troviamo tipicamente rappresentata nei social dove sensualità e seduzione sono ostentate ma confinate nel virtuale, nella gratificazione dell’essere ammirati. Allo stesso tempo le conferme ottenute si dimostrano effimere e illusorie eppure, come una droga, non sono mai abbastanza.

Anche nel sesso il prevalere di esigenze narcisistiche enfatizza i momenti seduttivi e di conquista senza necessariamente corrispondere a una altrettanto dirompente soddisfazione a letto. Infatti il piacere sessuale è tanto più intenso e appagante quanto più ci abbandoniamo all’esperienza, dimenticandoci delle aspettative esterne e denudandoci delle nostre “maschere”; una rinuncia che il narcisismo difficilmente consente. Dalla componente narcisistica può generarsi l’ansia da prestazione, la preoccupazione nel doversi dimostrare all’altezza di un “modello atteso” che non prevede défaillance o imperfezioni.

Come sessuologo mi confronto spesso con uomini e donne la cui ansia da prestazione risulta particolarmente condizionante e pervasiva per via di un’immagine sociale da sex symbol o latin lover. Il timore che l’altro si aspetti performance all’altezza della propria fama, la preoccupazione di poter deludere, compromettere la propria reputazione, può rendere gravoso questo ruolo.

È allora fondamentale costruire e rinsaldare, sotto la vistosa scorza narcisistica, un nucleo di autostima più autentica, centrata sul rapporto con sé stessi e sull’autoconvalida. Si ridimensiona l’importanza del giudizio e delle aspettative esterne per portare in primo piano un “sano egoismo”, libero dalla necessità di cercare conferme. La priorità passa da “cercare di piacere” al “cercare il piacere”.

Nella dimensione narcisistica essere attraenti risponde a un bisogno che organizza costantemente il rapporto con gli altri. È invece molto diverso quel fascino naturale che irradia dall’essere liberamente e autenticamente se stessi. Nel primo caso ad attrarre è un piacere promesso, un richiamo seduttivo. Nel secondo l’effetto magnetico scaturisce dal piacere che la persona stessa sperimenta e esprime nella spontaneità nell’essere se stessa. È la grazia di un individuo in grado di amarsi e di amare, disinibito nei sentimenti e nella sessualità, forte di una sicurezza priva di maschere e sovrastrutture.

Nell’interagire con chi ha tendenze narcisistiche è ben percepibile l’esigenza di dare e ricevere conferme: nel narcisismo l’autogiudizio, la ricerca della perfezione e il controllo della propria immagine è sempre in primo piano, di conseguenza anche l’altro può facilmente sentirsi oggetto di valutazione e “sotto esame”.

Chi vive un’autostima libera dal “dover piacere” trasmette all’altro un corrispondente senso di naturalezza facendolo sentire accolto e a proprio agio.

Il mito di narciso ha a che fare con amori non corrisposti e amori impossibili; proprio in quest’ambito possiamo riconoscere un ulteriore tipo di investimento narcisistico. Anche un amore impossibile si basa su un’aspettativa di piacere destinata ad essere frustrata. Amare una persona irraggiungibile o che non prova lo stesso interesse si fonda su una nostra proiezione che non ha davvero a che fare con l’altro. Vogliamo vedere in quella persona l’oggetto del nostro amore e dei nostri desideri ma è una nostra attribuzione, tutto inizia e finisce nella nostra mente. Il vero amore non può che essere reciproco, fisico e reale. Stiamo altrimenti rispecchiando nell’altro qualcosa di nostro, come Narciso incantato dal proprio riflesso. Ovidio lo ammoniva: “Ingenuo, perché t’illudi d’afferrare un’immagine che fugge? Ciò che brami non esiste; ciò che ami, se ti volti, lo perdi!”

Serve un sincero amore verso noi stessi per poter davvero amare l’altro, è necessario l’ascolto delle nostre emozioni per riconoscere ciò che ci fa stare bene.

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