OMOLOGATA IN PISTA PER GUIDARE SU STRADA

I Numeri:

  • Layout motore: V10 – 5.204 cc
  • Potenza/coppia: 640 cv – 565 Nm
  • Prestazioni: v. max: 310 km/h; 0-100km/h: 3,0 s; 0-200 km/h: 9,0 s.
  • Peso e dimensioni: 1.339 kg – 4549 cm
  • Consumi: 13,9l/100km (ciclo combinato)
  • Prezzo: a partire da 304.283 €

La casa “del toro” non si dà tregua, continua a stupire gli amanti della velocità estremizzando automobili già risultano fuori dall’ordinario. A Santagata Bolognese, gli ingegneri ispirati dall’esperienza indiscussa nel motor-sport, insistono ad essere audaci: ci offrono un auto da corsa, trasformata in auto da pista, ma omologata per girare in strada. 

OMOLOGATA IN PISTA PER GIRARE SU STRADA.

La Huracan è già nota in tutto il mondo per il suo fascino esotico, tipicamente Lamborghini, e la sua eventuale versatilità di utilizzo. Un’auto perfetta per un cocktail a Miami o per una corsa serale nelle autostrade tedesche. Il suo utilizzo è meno impegnativo di quanto possa apparire dalla carrozzeria muscolosa. 

Se a questo nome aggiungiamo l’acronimo S.T.O., per esteso “Super Trofeo Omologata”, le cose cambiano drasticamente. La carrozzeria non è più muscolosa, quanto piuttosto tagliente, graffiante, feroce. Basta guardarla da lontano per comprendere che si tratti di un’auto ideata esclusivamente per la prestazione senza compromessi. Ogni linea ha una funzione. Ogni superfice è disegnata per fendere l’aria…ovvero, talvolta, per fendere l’anima. 

L’esterno comunica in modo sfacciato la sostanza dell’auto: è fatta per andare in pista, per fermare i cronometri nel minor tempo possibile. I colori con cui è proposta sono sinceri e immediati, mettono in guardia l’osservatore che l’auto non è disegnata per la “serata di gala”. Coerentemente, il corpo della STO è un mondo di spigoli e di appendici, talmente affilati da non lasciare spazio a interpretazioni e fantasie sul suo utilizzo.

La melodia dell’auto è “cantata” dal noto V10 Audi-Lamborghini, una sorta di inno alla gioia per gli amanti dei motori puri, aspirati, a regime di rotazione elevato, naturalmente stimolanti di idee aggressive.

All’interno arriva la conferma della vocazione racing della STO: si tratta di un trionfo di fibra di carbonio a vista e di alcantara. Una gioia per gli occhi e per il tatto. La seduta avviene su due blocchi di fibra di carbonio sui quali è installato qualche cuscinetto, perfettamente rifinito e dal design moderno. Più che di “sedili a guscio”, in questo caso si potrebbe parlare direttamente di “gusci con qualche rimanenza di sedile”. Ovviamente la cintura è doppia a quattro punti, e, guardando lo specchietto retrovisore, vedremo un imponente roll-bar e un minaccioso alettone; d’altronde il livello di performance è cosi alto che non avrebbe senso controllare se qualcuno “ci stia dietro”.  

La plancia, salvo i materiali racing, svela le medesime geometrie ottagonali tipiche delle sorelle Huracan. E’ qui che risulta evidente la possibilità di guidare su strada: la trasmissione è il gioiello tecnologico noto con il nome di LDF (Lamborghini Doppia Frizione). Si tratta di un cambio automatico/sequenziale che può regalare emozioni adrenaliniche o stupire per la fluidità di utilizzo, rendendo l’auto godibile anche per una semplice gita. 

La trasmissione civile, la presenza dei fari e degli indicatori di direzione, e, soprattutto l’ultimo aggettivo dell’acronimo di battesimo di questa belva, ci ricordano che la possiamo guidare su strada, ricordando con attenzione che la potenza è scaricata esclusivamente sulle ruote posteriori.

Ciò non toglie che ogni uscita con la STO si trasformi in un sogno che ci permetta di sentirci piloti anche senza incappare in cordoli, vie di fuga e bandiere a scacchi, ricordando che gli errori, come in gara, non sono consentiti.