BULLI STOP: “Bullo, perche’ lo fai?”

“Bullo, perche’ lo fai?”

 

Martina Attili: giovanissima cantautrice in prima linea contro il bullismo, fenomeno dalle innumerevoli sfaccettature, odioso e sempre attuale.

 

Diciassette anni, cantante che ha avuto il suo “battesimo del fuoco” partecipando a X Factor, Martina Attili, figlia d’arte (papà e mamma fanno gli animatori e sono appassionati di karaoke), è abile nella recitazione, nel canto e non solo. Nulla di più facile, quindi, per far avvicinare una figlia a quel mondo così eccitante, difficile e, perché no, divertente. Ben presto si è appassionata alla musica diventando cantautrice. Poi il premio conquistato all’Accademia dove studiava e, in seguito, Sanremo e X Factor.

Come concili i testi con la musica?

“Non ho un “metodo” particolare; la prima canzone era “solo testo”. Poi ho iniziato a “scrivere” al pianoforte ed è nata “Piccoli Eroi”. È venuto tutto insieme, testo e musica… Non c’è una regola, un procedimento immutabile”.

Come hai conosciuto Bulli Stop e Giovanna Pini?

“Già a undici anni volevo aiutare le vittime del bullismo; così ho trovato Bulli Stop”.

Martina ha vissuto il bullismo in prima persona; ciò l’ha resa determinata a volerlo combattere, contrastare.

“Il fenomeno – ci dice – non si ferma alle scuole medie o superiori: alle elementari non tutti i bambini sono buoni e cari”.

La sua “battaglia” contro il bullismo, quindi, consiste anche nell’aiutare i più piccoli a imparare a difendersi e, soprattutto, instillare nei piccoli la consapevolezza di quanto certi atteggiamenti e azioni possano far male e creare conseguenze negative.

Il bullo viene spesso dipinto come affascinante, “fico”. Un falso mito che porta a dire “Bullo è bello”… Che ne pensi?

“Bisogna separare il bullo “cattivo” da quello che si comporta in un certo modo. Nonostante la nel voler raggiungere un traguardo, il bullo si trova spesso “sorpassato” da qualcun altro…”.

La prima domanda che faresti a un bullo.

“Perché lo fai? Perché non cerchi di sfogare la tua rabbia, che so, contro un sacco da boxe? O trovandoti un hobby?”

La ricerca dei motivi che portano al comportamento “violento” è la chiave per aprire lo scrigno di un malessere profondo che – Martina ne è sicura – certamente alberga nel cuore di questi giovani e anche negli adulti. Una volta trovata la chiave è necessario individuare la serratura; si può così iniziare a scavare su un terreno più morbido. Prima di puntare il dito contro qualcuno, conclude la giovane artista, tutto deve essere esaminato e analizzato.

Hai un messaggio per i tuoi coetanei, soprattutto a quelli che hanno paura di “non farcela”?

“La paura di non farcela contribuisce a vivere una delusione. Bisogna partire con la certezza di farcela o meglio di potercela fare senza mai dubitare di sé stessi. Convinzione, determinazione e fiducia nelle proprie capacità sono gli ingredienti per un buon successo nelle relazioni con gli altri”.

 

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