COPERTINA LEI: “Chiara di Eugenio”

Chiara di Eugenio: “La mia vita a colori”

Giovane modella d’origine abruzzese ma romana d’adozione, è appassionata d’arte e ha trasformato il suo forte estro creativo nella sua professione. Davanti all’obiettivo catalizza l’attenzione, ma quando passa dall’altro lato si trasforma in una promettente fashion stylist ed editor. Per lei la vita è scandita dai colori, ma è il filtro dei suoi occhi a decidere quali far predominare.

Di Beatrice Gentili

Chiara sembri essere cresciuta pane e moda…

La creatività è sempre stata parte essenziale della mia personalità. L’inclinazione per l’arte mi accompagna da quando sono piccola e, nel tempo, ne ho indagato tutte le declinazioni. Grazie allo studio e all’esplorazione di me stessa sto maturando la mia visione estetica, che inevitabilmente coniugo ad ogni situazione e che mi sta aiutando nella creazione della mia identità professionale. Mi piace occuparmi di immagine e ho la possibilità di farlo quotidianamente grazie al mio lavoro di modella e di fashion stylist.

Come hai iniziato a muovere i primi passi in questo settore?

Dopo il liceo mi sono trasferita a Roma per frequentare un corso universitario in “Fashion stylist & editor” e, nel frattempo, un po’ per svago un po’ per passione, ho iniziato a posare. Mi è stato di aiuto e ispirazione perché ho avuto modo di lavorare nei set, conoscere e confrontarmi con professionisti e apprendere tutto ciò che si cela dietro le quinte. Come stylist ed editor, infatti, mi cimento nella progettazione di immagini per servizi fotografici, video, film, eventi, sfilate, prodotti editoriali. Lavoro con la comunicazione sia a livello visivo che testuale. Gran parte delle richieste di collaborazione arrivano tramite il mio canale Instagram, che gestisco autonomamente.

Il tuo profilo social ha un’identità ben distinta…

Non comunica in modo immediato che io sia una modella o una stylist, ma racconta qualcosa di me, come Chiara. È quasi totalmente sprovvisto dei miei lavori commerciali, preferisco viverlo come un moodboard di percezioni e sensazioni. È lo specchio del mio gusto estetico.

La mia biografia Instagram dice “cambio periodi come Picasso”, perché amo divertirmi nell’uso delle tinte e sono una fanatica dei colori: non riuscirei a vivere solo di bianchi e di neri. Il mio feed è un’appendice dei miei stati d’animo: io alimento lui e viceversa. Raccoglie tutti i colori della mia vita, dai più tenui ai più vivaci. Quando scorro tra le foto pubblicate nel corso del tempo, sblocco qualche ricordo del passato.

Come riesci a trovare un accordo tra la tua visione estetica e quella dei brand che ti contattano?

È semplice: scelgo di collaborare con brand che mi ispirino e che viaggino sulla mia stessa lunghezza d’onda, sia artisticamente che concettualmente. Muovendomi in questo settore e studiando moda, valuto criticamente ogni proposta lavorativa. Preferisco selezionare che collezionare perché credo che modelle e ambassador debbano narrare e valorizzare il brand che sono chiamate a rappresentare il più autenticamente possibile.

C’è qualcosa che cambieresti del mondo della moda?

Credo ci siano dei parametri su cui il panorama moda dovrebbe continuare a fare progressi. Ultimamente mi sto interessando e informando particolarmente sulla questione dell’ecosostenibilità. La fashion industry non è solo una vetrina di bei vestiti, ma uno dei sistemi più inquinanti al mondo. Le soluzioni per sensibilizzare il pubblico sono varie e alla portata di tutti. Nel mio piccolo, sto cercando di contribuire modificando la mia adagiata routine da occidentale privilegiata.

La sensibilità artistica genera spesso uno stato di tormento: come trovi il tuo equilibrio?

Non so se l’ho ancora trovato (sorride). Sono una persona molto dinamica e vivo di stimoli. Ho tante idee e ambizioni, al punto tale che spesso mi fanno perdere il sonno. Sono meticolosa e insaziabilmente perfezionista in tutto ciò che faccio. Provo a trovare un ordine a ciò che per natura non ne ha. Compongo con armonia ed equilibrio il mio feed, come fosse il tentativo irrisolto di riorganizzare i miei pensieri. Nella testa ho uno scarabocchio, un gomitolo che sto cercando di snodare.

Chi sarà Chiara di Eugenio tra qualche anno?

Non ho risposte assolute, per me è tutto relativo. Certamente il mio sogno è di poter vivere d’arte e poter testare i più disparati ambiti creativi. Amo mettermi in gioco, sfidare me stessa e testare le mie capacità, anche in contesti scomodi.

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