IL MIO SOGNO NEL CASSETTO: “Pasquale De Luca”

HO RICEVUTO UN DONO E INTENDO ONORARLO

Pasquale De Luca è un vulcano in eruzione, come lui stesso si definisce. Professionista specializzato nella cura della persona, maniaco del dettaglio e cultore del bello, ma del bello soggettivo. Grazie all’esperienza, ai traguardi e ai riconoscimenti internazionali raggiunti, è diventato un punto di riferimento del settore Hairstyle.

Di Maria Cristina Del Cuore

Come ti sei accorto di avere questa attitudine?

“Ho iniziato a fare l’apprendista barbiere quando avevo dieci anni. La mattina andavo a scuola e il pomeriggio al lavoro. A tredici anni ho lasciato quella “bottega” per lavorare in centro a Caserta, percorrendo molta strada; uscivo la mattina presto e rientravo a casa la sera. A 14 anni mi sono iscritto all’Anam (Accademia Nazionale Acconciatori Misti), a S. Maria Capua Vetere, continuando a compiere sacrifici incredibili. Sei anni dopo mi sono diplomato Maestro d’arte all’Accademia. Nel 1988 ho vinto il campionato internazionale Juniores a Torino, e oltre alla medaglia mi hanno donato una borsa con tutti gli attrezzi da lavoro dal valore di un milione di lire; per me, un regalo meraviglioso…!

Subito dopo, il servizio militare; dopo i primi tre mesi di naja a Bari, sono rientrato in Campania e questo mi ha permesso di continuare l’attività di crescita e formazione professionale. Terminato il servizio di leva sono stato chiamato a Modena, sede centrale dell’Accademia Anam, per prepararmi alle gare internazionali. È stato in quel momento che mi è scattata una molla dentro, il confronto con i mostri sacri”.

C’è un oggetto a cui sei particolarmente legato?

“A 14 anni i miei genitori mi hanno regalato una sedia da barbiere, la tenevo in casa, e così ho iniziato a tagliare i capelli ai ragazzi del paese; si è sparsa la voce e dopo poco tutti i ragazzi venivano da me. I miei genitori hanno sempre creduto in me, tanto che nel 1989 mi hanno aiutato ad aprire il mio primo studio.”

Durante l’intervista Pasquale, che è un fiume in piena, nomina spesso suo padre e sua moglie; per questo gli chiedo:

Quanto sono importanti per te i valori familiari?

“Nel 1992 mi sono sposato; ho conosciuto mia moglie quando avevo sedici anni; lei ne aveva quattordici. Nello stesso anno ho aperto, insieme ad altri soci, una mia Accademia, dove ancora esercito la mia attività di docente. L’anno dopo è nato il mio primogenito Giuseppe, e poco dopo ho acquistato un locale, dove ho spostato il mio studio. Amo il bello e l’innovazione, sono riuscito a realizzare un salone molto ricercato, dove tutt’oggi svolgo la mia attività. È arrivato Francesco, il mio secondogenito, e dal 2000 ho iniziato ad andare a Mestre tutte le domeniche per prepararmi ai campionati mondiali del 2002. Mia moglie mi ha sostenuto, ha cresciuto i miei figli. Mio padre, invece, mi ha trasmesso il valore dell’umiltà e del rispetto degli altri. Valori che a mia volta ho cercato di trasferire ai miei figli che oggi lavorano con me.”

A proposito di figli, parlaci di “My De Luca”.

“Nel 2008 ho iniziato a collaborare con diverse aziende come stilista e sono riuscito anche a creare per queste ultime dei nuovi prodotti. Nel frattempo, mio figlio Giuseppe, contemporaneamente al suo percorso formativo, ha iniziato a collaborare con me e così, dopo aver raggiunto il massimo dei miei risultati agonistici (1 bronzo, 1 argento e 5 medaglie d’oro, NdR), ho messo da parte i “palmares” e mi sono dedicato completamente all’attività professionale e stilistica. Giuseppe, che ha studiato a Milano, è riuscito ad inserirsi anche nel mondo della moda, ora siamo presenti sia alla Fashion Week di Milano che a Pitti Uomo a Firenze. Francesco, invece, ha sviluppato competenze nel settore marketing, logistica e designer. Con loro al mio fianco ho deciso di pensare in grande e abbiamo creato l’azienda “My De Luca” che vende prodotti e servizi in tutto il mondo, con una vetrina di 14 prodotti e un’ampia gamma di corsi di formazione.”

Come avete svolto la vostra attività durante il lockdown?

“Durante il periodo della pandemia ho ricevuto insieme a mio figlio Giuseppe, la nomina di Responsabile nazionale maschile del  G.R.P.  Gruppo Ricerca Professionale Anam. Abbiamo iniziato i corsi on-line riguardanti stili di vita, stili contemporanei total look che presto divulgheremo anche in presenza”.

I sogni si avverano, ti sei laureato campione del mondo ai mondiali del 2004, sei stato anche insignito della medaglia di Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica; hai ancora un sogno nel cassetto?

“Oggi posso dire che sacrifici, perseveranza e professionalità mi hanno reso un uomo, un marito e un padre fortunato. Siamo riusciti ad evolverci da parrucchieri di successo a imprenditori di fama internazionale, ma senza mai montarsi la testa.

È rimasto, però, un sogno nel cassetto: scrivere un libro che racconti la mia storia da regalare agli amici e ai clienti.”

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