PASSIONE POLITICA: Augusta Montaruli

IMPEGNO, DEDIZIONE E SACRIFICIO. LA POLITICA COME MISSIONE A TUTELA DEI DIRITTI.

Nonostante i tempi moderni rendano tutto agevole e rapido, quasi istantaneo, con un velo di leggerezza sorretto da un “post” e da un “like”, per guidare il paese e tutelare concretamente il prossimo, occorrono sacrifici seri ed onesti. Su queste radici nasce la passione politica che spinge Augusta Montaruli, avvocato penalista classe 1983, a mettersi in gioco a tutela della giustizia e della libertà. 

Onorevole, come e quando è nata la sua passione per la politica? 

“È nata al liceo nel 1999. I professori ci offrivano un’ora di discussione a tema libero; io proposi di parlare delle Foibe ma la docente minimizzò l’argomento, che all’epoca non era ancora così studiato. Mi sembrò una profonda ingiustizia e così cercai interlocutori che sapessero apprezzare tale tematica, dando il giusto valore al diritto di quelle vittime di essere ricordate. Così mi iscrissi ad Azione Giovani, all’epoca il movimento giovanile di Alleanza Nazionale.

C’è stato un personaggio in particolare che l’ha ispirata?

“In realtà no; a casa mia non si parlava spesso di politica. La mia scelta, il mio cammino, sono stati frutto di un interesse personale e spontaneo. Ovviamente, nella fase di formazione politica, ho studiato e apprezzato diversi personaggi storici, dal “Che” a Gabriele D’Annunzio. Effettivamente D’Annunzio, con la sua ecletticità e poliedricità, ha avuto un peso rilevante nello sviluppo della mia cultura. C’è un luogo che mi sta veramente a cuore: è il Vittoriale degli italiani; credo meriti di essere visitato spesso, in quanto riesce a raccontare la storia in maniera impressionante”.

L’onorevole esprime questo pensiero con grande decisione e naturalezza.

Ha fatto anche l’avvocato penalista. Cosa l’ha indotta ad “emigrare” verso la politica?

“Sono tuttora avvocato. Prima ho intrapreso il mio percorso in politica e poi sono diventata avvocato. Non si smette mai di essere avvocati, di essere chiamati a tutelare i diritti e a far applicare la giustizia.

Per me l’avvocatura, come anche la politica, è molto più che una semplice professione; sono percorsi che una volta scelti non si abbandonano”.

Queste parole, pronunciate sorridendo, colpiscono per la loro sincerità. Ascoltando la risposta a questa domanda, mi viene spontaneo ricordare la grinta con cui l’Onorevole ha risposto alla prima domanda sulla nascita della sua passione per la politica, ossia la voglia di cercare giustizia, di ricordare figure che si sono battute per i diritti altrui.

C’è una legge che definirebbe “bella” o virtuosa e che le piacerebbe vedere applicata nel nostro Paese? 

“Trovo importantissimo il progetto sul presidenzialismo. Avendo vissuto in prima persona, da parlamentare, l’elezione del Presidente della Repubblica, posso dire con fermezza che si tratti di una riforma assolutamente necessaria; anzi, direi più che necessaria! L’elezione del Capo dello Stato da parte dei cittadini, a suffragio universale, restituirebbe grande forza, vigore e stabilità alle istituzioni.”

Un argomento attuale per i giovani: come vede l’intreccio tra social e politica? I social potrebbero essere uno strumento che avvicini i giovani alla politica?

Sicuramente i social sono uno strumento di comunicazione fantastico. Sono certamente un modo per avvicinare i ragazzi alla politica ed incuriosirli, ma non può essere tutto relegato ai social. La politica è formazione, è studio, è presenza, è guardarsi negli occhi, discutere… È militanza, banchetto, sacrificio. Tutto questo non è sostituibile dai social media. Questi strumenti rischiano di offrire una visione sicuramente ampia ma anche molto superficiale degli accadimenti che ci circondano. Sui social è giusto esserci, ma nel bilancio tra social e vita reale, quest’ultima deve senza dubbio prevalere.”

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