ENTREPRENEUR: “Fortunato De Gaetano”

Guardare avanti, guardare lontano

 

Di Enrico Barracco

 

Guardare; ergo, vedere. Si vede, si guarda con gli occhi. Non è uno scoop, non vincerò il Pulitzer con questa lapalissiana affermazione. Eppure il dottor De Gaetano, Fortunato di nome e un po’ anche di fatto (lo dice lui, ndr) m’induce a notare che talvolta ciò che è scontato non è sempre… scontato.

“La vista è importante – mi dice – sulla vista non si torna indietro. Quello che vedi, quelli che guardi devi percepirlo con i giusti contorni, i giusti colori, il giusto ‘fuoco’. Non ci si pensa, ci pensiamo poco, ma gli occhi, lo sguardo, ci permettono di afferrare il mondo, di viverci, e di muoverci bene in esso”.

Se lo dice lui… Lui, Fortunato De Gaetano, che nel lontano giugno 1980 è divenuto il “patron” degli storici negozi di Ottica Vasari (e del marchio Vasari) non possiamo far altro che annuire.

Dottor De Gaetano, ci dica come andò: 1980, quarantadue anni or sono. Fino a quel fatidico giugno, cosa faceva? Cosa sognava?

“Avevo 36 anni, ero dipendente di un negozio. Fresco di un corso di ottica decisi di acquistare, assieme ad un altro socio, Ottica Vasari. L’ottica per me era già una passione e Vasari un nome più che altisonante…”.

 

Sì, Vasari è un grande nome; dell’ottica ma anche della Fotografia, quella con la F maiuscola: i Vasari sono una delle più antiche dinastie italiane in questo campo, alcune foto Vasari sono custodite in un museo di New York. Famosi gli “scatti” di architettura e quelli che testimoniano, nel tempo, come Roma è cambiata.

Ma chiudiamo qui l’otturatore (la parentesi). Ottica Vasari è comunque una realtà tra le più celebri a Roma per l’ottica, con i suoi numerosi punti vendita nella Capitale (piazza della Repubblica, Aeroporto di Fiumicino, via Candia, via della Croce, via Appia e via Cremona) dove si vede, fin da subito, che “sulla vista non si torna indietro”. Siamo noi, sono io che son tornato all’inizio dell’articolo. Ma l’intervista continua…

Cosa è davvero importante nel suo lavoro? Come servire il cliente a regola d’arte?

“La qualità della montatura, il marchio, le forme hanno il loro peso ma si può comunque spaziare, mediare, giungere a compromessi. Le lenti no: la lente deve essere quella ‘giusta’, quella di qualità. Noi in tutti i punti vendita facciamo l’analisi visiva. Perché con la vista…”.

Non si torna indietro, ho capito. Come si diventa ottico di riferimento e come si mantiene il… nome?

“Con la serietà, la competenza, e… la modestia”.

Modestia?

“È la prima qualità che cerco quando devo assumere un ottico. Bando alla supponenza, bando a chi non sa ascoltare e bando, soprattutto, a chi non è disposto a fermarsi più del dovuto per spiegare, per approfondire, insieme al cliente, quello che davvero quest’ultimo cerca”.

 

Ottica Vasari, mi dice De Gaetano, conta 32 dipendenti. Non proprio quattro gatti. Verrebbe da dire: “Modestia a parte…!”

 

Si parla spesso di crisi: c’è stata quella del 2008/10, poi quella causata dalla Pandemia, poi quelle di un passato più remoto e quelle che verranno. C’è chi getta la spugna (centinaia le aziende che si sono arrese) e chi invece naviga con il vento in poppa. Qual è il segreto per resistere e per “crescere”? Crede che qualcuno usi la crisi come giustificazione?

“Il ‘segreto’ lo conoscono tutti: investire sulle persone valide, sulla qualità, sul lavoro. Lavorare sodo anche quando avresti voglia di fermarti. Poi guardarsi intorno, studiare le novità, essere sempre ‘sul pezzo’”.

Tornasse indietro rifarebbe tutto? Consiglierebbe a chi ha vent’anni oggi un lavoro come il suo?

“In effetti sono appassionato del mio lavoro; se rifarei tutto? Non lo so, non posso saperlo. Ma il lavoro mi piace e credo che piacerebbe a tanti giovani ambiziosi, seri, motivati. Come è successo ai miei “continuatori”, i miei due figli Marco, ottico optometrista, e Cristiano, oculista, oggi entrambi in Azienda

Per concludere, mi parli di qualcosa di cui va veramente fiero.

“Sono stato 15 anni in Africa, aderendo al progetto “Ridare la luce” per aiutare i bambini affetti da cataratta. Un’esperienza che mi ha segnato profondamente e che mi ha fatto davvero ‘crescere’”.

 

Crescere. Succede agli imprenditori di razza, gli “entrepreneur”. Succede che le grandi soddisfazioni, per loro, non si limitano ai risultati economici, ai bilanci “rotondi”. Il dottor De Gaetano tutto questo lo ha raccontato in un libro scritto a quattro mani con Francesco Festuccia – giornalista Rai – e pubblicato nel 2012; titolo: “Anche l’occhio vuole la sua parte”.

Più chiaro di così…

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