EVENTS&FRIENDS: “Il mio canto libero”

“Il mio canto libero”

IL FENOMENO ‘POST OFFICE’ CHE RENDE FELICI E CI FA TORNARE BAMBINI

QUESTA VOLTA VOGLIO PARLARVI DI UN FORMAT, NATO NEL 2016, CHE È ORMAI UNA TENDENZA CONSOLIDATA A ROMA E NON SOLO A ROMA. NOME: POST OFFICE; SEGNI PARTICOLARI: VOGLIA DI ESSERCI, DI CANTARE… TORNANDO UN PO’ BAMBINI. CANTARE, ASCOLTARE E “ASCOLTARSI” SENZA AMMUFFIRE SCIVOLANDO NELLE SOLITE NOTTI ORMAI PRIVE DI APPEAL CHE, A LUNGO ANDARE, SI SPENGONO DA SOLE. UN PIANOBAR IN MOVIMENTO: SI MUOVE LA MUSICA, SI MUOVONO LE IDEE E SI SPOSTA – OGNI VOLTA – LA LOCATION.

di ROBERTOFANTAUZZI

C’era una volta la notte; quella viva, quella godereccia, quella del “Perché non sei venuto” o del “Hai visto chi c’è, hai visto chi c’era…?”. E poi c’è il Post Office, che ha inventato una “notte non notte”, quella che comincia all’ora dell’aperitivo, quando si è ancora incravattati, freschi di ufficio; freschi e accaldati, reduci dall’ennesimo litigio con i soci o, peggio, perché dopo il lavoro ci si è imposti un’ora di fitness. Sì, perché dieci, undici, tredici ore di lavoro non possono bastare; per darsi il colpo di grazia bisogna sudare ancora. Dopo la doccia, finalmente, comincia la notte; quella nostra. Quella che qualcuno, da sempre, ci accende.

Nel meccanismo Nightlife, a mio avviso, qualche ingranaggio sta iniziando a dar segni di usura: i cosiddetti “clubbologhi”, ovvero gli organizzatori di eventi, gli uomini e le donne che ogni giorno (ogni notte) devono inventare qualcosa per riavviare la macchina del “divertimentificio” sono all’eterna ricerca dell’originalità, dell’internazionalità, del colpo di genio, dell’invenzione che lasci il segno. Tutti “disgustosamente” inventori di Format come dicevamo nello scorso numero. Questa corsa affannosa dietro l’dea che non c’era, l’evento che “io l’ho inventato, tu sei arrivato dopo” ha fatto perdere di vista proprio agli addetti ai lavori il senso vero dello “star bene”. Uno star bene – aggiungerei – che invece, guarda un po’, sta dietro l’angolo: è l’angolo dei nostri ricordi, i nostri sorrisi, le nostre canzoni; le canzoni (ognuno ha la sua) che hanno scandito i nostri primi e ultimi amori, le nostre vacanze del tempo che fu come quelle di ieri e di domani! Quelle stesse canzoni che insegno a mia figlia mentre l’accompagno a scuola e che mi

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