IL MIO SOGNO NEL CASSETTO: “Danylo Danylov”

 

“La mia sfida quotidiana? Combattere l’insuccesso”

Paura, tristezza, speranza, euforia, inquietudine: sono queste le emozioni che attraversano ogni giorno la vita dei giovani, proprio come accade agli adulti. A differenza di quella dei più grandi, però, la realtà dei ragazzi è principalmente costellata da sogni che rappresentano il motore di ogni gesto che compiono. Diventare adulti, troppo spesso, comporta dimenticare cosa significhi fantasticare sulle mille opportunità che la vita può regalarci. E allora vogliamo dedicare questa rubrica proprio a coloro che continuano a sognare, per ricordarvi che non è mai troppo tardi per sperare, perché nulla può ostacolarvi nel raggiungere il vostro obiettivo.

 

 

Intervista a DANYLO DANYLOV

 

Di Alessandra Giancola

 

La tua scheda

Mi chiamo Danylo Danylov, ho 25 anni, vengo dall’Ucraina e ho il diploma di marinaio mercantile. Vivo in Italia da 5 anni e le mie passioni, da sempre, sono lo sport e il mondo dell’arte. Pratico il muay thai da diverso tempo e lavoro come modello. Nel mio cassetto ci sono molti sogni da realizzare e spero, grazie al duro lavoro e a un pizzico di fortuna, che diventino realtà.

Quali esperienze hai maturato, nonostante la giovane età?

Fin dal mio arrivo in Italia ho svolto molti lavori di diverso tipo, tra Milano e Roma, per mantenermi. Dall’operaio, al cameriere…Ogni professione mi ha insegnato qualcosa. Dal settore della ristorazione, ad esempio, ho imparato ad amare il ruolo del flair barman e oggi sto studiando per diventare anch’io un barman acrobatico. Le mie aspirazioni riguardano però l’arte. Vorrei affermarmi di più come modello e recitare con grandi attori.

Quali emozioni provi mentre sei su un set fotografico o davanti a una telecamera?

Totale sintonia con il “macchinario”: Non provo alcun timore o inibizione, mi sento a mio agio e lavoro in maniera disinvolta assecondando le richieste che mi vengono poste con serenità. Mi diverto anche a “spingermi oltre”, per migliorare e superare i miei limiti.

In riferimento al muay thai, cosa ci racconti di questa tecnica di combattimento? Rappresenta un tuo possibile futuro professionale?

No. Il muay thai è una passione che mi accompagna da tanti anni. Si tratta di un’arte marziale thailandese, simile alla boxe.  Nota come “la Scienza degli Otto Arti”, questa disciplina consente ai due contendenti che si sfidano di utilizzare combinazioni di pugni, calci, gomitate e ginocchiate. È richiesta un’intensa preparazione atletica e mentale, che fa la differenza negli scontri a contatto pieno. Io, pur avendo vinto degli incontri, non ho intrapreso la strada del professionismo perché questa prevede uno stile di vita troppo distante dalla mia personalità. Mi alleno per tenermi in forma e per svago.

Come ti immagini tra dieci anni e in quale specifico settore ti vedi?

Mi immagino a New York, a seguire la gestione di un ristorante tutto mio, mentre salto da un set all’altro. In pratica mi vedo così realizzato in ambito cinematografico, da poter avviare un’attività in proprio in cui i vip del posto faranno la gara per accaparrarsi un tavolo. Sono consapevole che quello del modello sia un lavoro “a scadenza” e spero, dunque, di studiare recitazione in modo serio e di farmi notare da registi importanti. L’America è la terra dei sogni possibili e mi auguro che ci sia spazio anche per i miei.

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