IL MIO SOGNO NEL CASSETTO: “Emiliano D’Amico”

“IL MIO MOTTO? PRENDERE LA VITA… AL BALZO”

 

Intervista ad Emiliano D’Amico

 Di Alessandra Giancola

 

La tua scheda

Mi chiamo Emiliano D’Amico, ho 16 anni e frequento il terzo anno del liceo Margherita di Savoia a Roma. Ho sempre adorato lo studio delle materie umanistiche, sono quel tipo di ragazzo che di matematica non ne capisce nulla e che sin dalla scuola media ha preferito le materie teoriche.

 Ora sto studiando Scienze Umane, quindi discipline inerenti alla psicologia e connesse allo studio dell’uomo. Quest’anno inoltre ho scoperto un interesse per la filosofia, una materia che ti dà lo spunto per elaborare riflessioni. La mia più grande passione è però la ginnastica artistica, per me fondamentale. Non credo che un altro sport mi darebbe quelle stesse sensazioni. Tutto è iniziato quando ero molto piccolo. Non mi piaceva andare in piscina ma nonostante ciò mia madre mi ha comunque “costretto” ad imparare a nuotare. Io però, ero sempre a fare ruote e verticali e non mi fermavo mai. Avevo già intuito che quella sarebbe stata la disciplina della mia vita.

Quali esperienze hai maturato ad oggi, sia positive che negative?

Finché ero piccolo non avevo preoccupazioni o doveri, era tutto un po’ un gioco. Ho iniziato comunque a gareggiare presto e mi piazzavo sempre sul podio. In seguito, per vari motivi, decisi di cambiare palestra; fu una scelta ottimale perché conobbi due allenatori che mi trattarono in modo fantastico e che resero l’ambiente della palestra una seconda casa. Gli allenamenti diventarono più importanti. Ero sei giorni a settimana in palestra di cui due giorni a Rocca Priora, tre giorni a Frascati, e un giorno a Civitavecchia. Durante quel periodo mi allenavo con più compagni anche se il migliore, per me, è sempre stato mio cugino Daniele. Partecipavo a moltissime competizioni e spesso con la mia famiglia dovevamo recarci anche nel Nord Italia per eseguire delle finali nazionali. Ad un certo punto si era spenta quella grinta che ho sempre avuto e che mi ha permesso di andare avanti. Durante quel periodo buio Marco Lodadio, ginnasta di fama internazionale, mi ha spronato ad andare avanti e così sono tornato ad allenarmi. Ora mi alleno in un’altra palestra, spinto dal bisogno e dalla possibilità di migliorarmi. Sono un ginnasta specializzato nel volteggio e nel corpo libero, due attrezzi che mi permettono di rilasciare un grande quantitativo di potenza ma che allo stesso tempo mi aiutano ad esprimere la mia originalità. Gli ostacoli che incontro sono perlopiù di natura fisica, ma ormai non mi butto più giù. Mi faccio male? Bene, provvedo a fasciarmi e si riparte. Ho bisogno di più preparazione fisica? Ok, si potenziano i muscoli. Non mi importa se questo sport comporta molti traumi a livello delle ossa e delle articolazioni: a me fa bene e mi rende libero. Ultimamente ho partecipato a delle gare di livello Gold, più precisamente ad una regionale, che è andata benissimo. Ho conquistato il primo posto al volteggio e il terzo nel corpo libero. La prossima gara sarà l’effettiva qualificazione al nazionale e non ho intenzione di commettere nessun errore.

Quali altre passioni hai e qual è il tuo sogno nel cassetto più grande?

Nel tempo libero mi piace leggere, ma non solo a scopo ricreativo. Solitamente cerco un libro riguardante un argomento di scienze umane che mi ispira e lo studio. Un mio sogno sarebbe quello di fare un viaggio in Giappone, sono infatti molto attratto dalla cultura di questa popolazione. Ad oggi non ho ancora un vero sogno nel cassetto ma sicuramente, quando ciò accadrà, non rimarrà chiuso lì. Per ora procedo per obiettivi. Il primo, è quello di lasciare un segno alla mia prossima gara a livello nazionale e rendere felice la gente con la mia ginnastica.

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