IL MIO SOGNO NEL CASSETTO: “Natalia Foffi”

 “Il nuoto mi regala emozioni che esprimo attraverso la scrittura”

 

Intervista a Natalia Foffi

Di Anna Pennella

 

Natalia, raccontaci un po’ di te.

Mi chiamo Natalia Foffi, ho 22 anni e vivo a Roma dove sono nata e cresciuta. Ho una famiglia numerosa, sono l’ultima di 4 fratelli, e sono tutti molto più grandi di me, sono già zia di 5 nipoti. Nuoto da quando ho 3 anni e ho appena finito di scrivere un libro, ora è in pubblicazione. Si tratta di un fantasy.

Com’è nata la passione per il nuoto?

Per me l’acqua è come l’aria, mi sento totalmente a mio agio. Mia madre e mio padre non sanno neanche galleggiare, hanno sempre avuto paura dell’acqua: come genitori hanno sentito l’urgenza di far superare questa paura almeno ai figli. Ad oggi però sono l’unica della famiglia che ha continuato a nuotare.

Che ruolo hai nel nuoto?

Sono in una squadra lombarda, la “In sport rane rosse”. Ora mi alleno nell’impianto dell’Heaven Due. L’anno scorso sono stata convocata per la prima volta in Nazionale ed è stata una grande soddisfazione. In questi ultimi due anni sono migliorata molto e vorrei avere un’altra convocazione, questa volta però per l’europeo.

Quale è la tua specializzazione?

Sono ranista, faccio i50,i 100 e i 200 m. La mia specialità è il 200 ma faccio anche bene il 100 e il 50.

C’è stato un momento difficile da superare, nel quale hai pensato di smettere di nuotare?

Ho avuto un momento in cui volevo mollare. Mia nonna se n’era appena andata e ho cambiato priorità, mi sembrava tutto insignificante. Poi cambiando allenatore, iniziando a scrivere questo libro, sono riuscita a sfogarmi e superare quel momento

Quale è il tuo sogno nel cassetto e cosa consiglieresti a chi ha la tua stessa passione?

I miei sogni nel cassetto sono il nuoto e la scrittura. Due strade difficili perché per entrambe ci vuole costanza, tempo e perseveranza. Tengo al nuoto quanto alla scrittura. A chi vuole scrivere o nuotare a livello agonistico consiglio di non farsi mai abbattere dalle critiche altrui. Solo tu puoi sapere cosa sei in grado di fare. Nessuno può permettersi di giudicare il tuo lavoro e il tuo sacrificio e soprattutto nessuno può realizzare i tuoi sogni al posto tuo. La strada è dura e solo se ti impegni al massimo arriverai dove vuoi!

Sensazioni, emozioni che provi quando gareggi?

All’inizio di ogni gara ho l’ansia da prestazione, la paura di non riuscire o che qualcosa possa andare storto. Ma quando poi scopri che è andata bene provi una sensazione indescrivibile. O, meglio, io le metabolizzo e le descrivo con la scrittura.

 

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