STARTED FROM THE BOTTOM: “Cate Blanchett”

“Cate, regina di Hollywood”

Non solo fascino, eleganza e professionalità: parliamo di un’attrice che racchiude in sé l’eredità delle grandi dive del passato; ecco a voi Cate Blanchett come non l’avete mai vista.

Il suo nome completo è Catherine Elise Blanchett, nata a Melbourne il 14 maggio 1969 da madre australiana e padre statunitense.

Aveva solo 10 anni quando morì suo padre, colpito da infarto. Reagì al trauma gettandosi nello studio della danza e della musica, finché – ormai adolescente e dopo aver lambito anche il “pianeta” punk – si avvicinò allo spettacolo, alla recitazione.

A 18 anni la giovane Blanchett decise di prendersi un anno di pausa per viaggiare e, durante una tappa in Egitto, si trovò casualmente a fare la comparsa in una produzione locale sul pugilato; un film poco noto intitolato Kaboria. Qui scoccò la scintilla che le fece decidere di intraprendere la carriera di attrice.

Tornata in Australia, abbandonò l’università per iscriversi al National Institute of Dramatic Arts, ottenendo il diploma nel 1992.

Poco tempo dopo si ritrovò sul palco assieme a Geoffrey Rush in un allestimento dell’ “Oleanna” di David Mamet e in tante altre rappresentazioni teatrali. Parallelamente, a partire dal 1994, fece il suo ingresso anche nel piccolo schermo partecipando a svariati serial tv.
L’esordio cinematografico arrivò nel 1997 con il Paradise Road di Bruce Beresford, nel quale Cate interpretò il ruolo di un’infermiera.

Sei anni dopo la Blanchett volerà in Inghilterra per girare il film che farà decollare la sua carriera: Elizabeth; per il suo mirabile ritratto della monarca inglese vinse numerosi premi, compreso il suo primo Golden Globe; arrivò anche una nomination all’Oscar. Da quel momento in poi l’attrice, eclettica e intensa, lavorerà al fianco dei migliori registi nelle pellicole più celebri del cinema fino ad essere nominata Cavaliere delle arti e delle lettere di Francia, ottenendo una stella sulla Walk of Fame di Hollywood nel 2008.

Cate Blanchett è partita dal basso. Sofferenza, passione e – perché no – un po’ di… buona sorte. Ma il destino, sempre e comunque, va “aiutato”, ricambiato. Lei l’ha fatto con sei lunghi anni di gavetta. Voi sapreste fare altrettanto?

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