ALPHA MODEL: “Erika Panunzio”

Erika Panunzio: “Sono un’anima ribelle, ma la mia diversità è la mia forza”

 

Di Beatrice Gentili

 

Ciao, presentati ai nostri lettori.

Sono Erika Panunzio, ho ventisette anni e sono appassionata di cinema e teatro. Attualmente ho accantonato gli studi universitari per dedicarmi ad altro. Avevo scelto l’indirizzo Arte, Scienze e Spettacolo, e conto di tornare sui libri quanto prima. Per due anni mi sono formata in un’accademia teatrale e poi ho proseguito con gli studi sul cinema; del cinema apprezzo sia il lavoro in prima linea che quello dietro le quinte. Mi piacerebbe diventare una critica cinematografica.

Da dove nasce questa tua passione?

Già da bambina avevo una forte predisposizione per le cose artistiche, probabilmente dovuta anche al fatto di avere un nonno scrittore e un padre che lavora nel mondo della musica, un’altra mia grande passione che interpreto come una forma d’arte e di ribellione. Con il tempo è nato l’amore per il teatro che si è poi convertito in quello per il cinema, che trovo di maggiore impatto. Il fatto che in questo ambito nulla sia casuale – elemento invece che nel teatro gioca un ruolo centrale – mi ha sempre colpita.

 Hai scelto una strada molto complicata: quando hai capito che questo lavoro sarebbe stato il tuo futuro?

Ho sempre avuto le idee molto chiare. Da piccola vivevo in un mondo di fantasia e mi divertivo ad inventare storie nuove. Il cinema dà la possibilità di farlo concretamente, permettendoti di vivere qualcosa di diverso dalla triste e nuda realtà. L’improvvisazione è una delle mie carte vincenti e se non nel mestiere di attrice dove potrei sfruttarla?! (ride, NdR).

In questo percorso perché hai deciso di affidarti proprio all’Alpa Model Agency?

L’Agenzia mi ha colpita e intuitivamente quelli dello staff mi sono apparsi subito professionali. Quando poi sono andata per la prima volta nella loro sede per il colloquio conoscitivo, ho scoperto un ambiente familiare dove guardano l’individuo più che le sue misure. Ho ritenuto fosse il luogo giusto dove essere valorizzati.

Quanto conta lo studio in questo lavoro e quanto invece la predisposizione?

In Italia, purtroppo, c’è una sorta di aurea mediocritas che porta a scegliere un modello in cui gli altri possano rispecchiarsi più facilmente. Per chi studia e cura ogni dettaglio della sua preparazione questo è spesso irritante. Sicuramente la predisposizione naturale è un buon fattore di partenza, ma non basta, così come non è sufficiente il solo studio. Ha un suo peso anche la fortuna, che ha sorriso a molti ma non sorride a tutti. Con impegno e costanza però si riesce quasi sempre.

Quale credi possa essere il tuo valore aggiunto in questo settore?

La mia diversità. Credo che un bravo attore porti sempre in scena qualcosa di ribelle, incompiuto e travagliato. Sono tutti aspetti che fanno parte della mia personalità e penso che in questo mestiere ciò possa giocare a mio favore. O almeno spero sia proprio così.

Quali obiettivi hai per il futuro?

Vorrei ritagliarmi un mio posto nel cinema, lavorando anche come attrice. Principalmente mi piacerebbe sentirmi realizzata nella mia professione, perché l’obiettivo finale resta sempre quello di raggiungere la serenità senza sentire il bisogno di scappare al

Share This

Copy Link to Clipboard

Copy