COPERTINA LUI: “Francesco Marinelli “

Francesco Marinelli: tra cinema e moda, una vita a suon di ciak

 

La prima volta che è salito sul palco e ha sentito ardere dentro di sé quelli che tutti definiscono “il fuoco sacro” era solo un adolescente alle prese con un cortometraggio girato per un progetto scolastico. Oggi Francesco è riuscito a realizzare il suo sogno e si gode il successo raggiunto al cinema, lo scorso mese, con il film “Non sono un assassino”.

 

Di Beatrice Gentili

 

Luca, ha lasciato Grottaglie cinque anni fa per diventare attore e guardi oggi dov’è arrivato…

La strada è ancora lunga e in salita ma non posso negare che questi anni mi stiano regalando tante soddisfazioni, soprattutto per la mia età (24 anni, ndr). Ho studiato molto e continuerò a farlo ancora a lungo ma quando alla prima del film “Non sono un assassino”, al Teatro Petruzzelli di Bari, mi sono visto sul grande schermo è stata un’emozione unica. Interpreto la parte del giovane Giovanni Mastropaolo. Mi sembra ieri di aver lasciato la mia famiglia e la Puglia per trasferirmi a Roma e studiare recitazione.

Cosa si prova a vivere tutto questo lontano dai propri affetti?

Sicuramente si tratta di traguardi a metà. Restano ugualmente delle grandi soddisfazioni, ma alcune si riescono a maturare solo quando le condividi con le persone che ami. L’ultima esperienza fatta sul set, però, mi ha dato prova che il mio destino era proprio questo. Ciascuno di noi sa cosa gli piace fare, ma fin tanto che non lo tocca con mano non può averne la certezza. E invece, vicino ai grandi attori che hanno recitato in “Non sono un assassino”, c’è stato un attimo in cui mi sono detto: “È qui che devo stare”.

Qual è l’insegnamento che porta con sé dopo quest’esperienza?

Aver avuto l’opportunità di lavorare con grandi professionisti è stato prezioso sotto mille punti di vista. Ho guardato da vicino le diverse prospettive con cui ciascuno di loro si affaccia alla recitazione e questa è stata una grande opportunità per apprendere i segreti di questo mestiere. Ti trovi di fianco a icone del cinema e ti rendi conto di quanto ci sia da migliorare.

Ad oggi, secondo lei, la strada principale per ritagliarsi il proprio spazio in questo settore resta la gavetta o si viene superati da chi percorre la scorciatoia dei reality?

Sono convinto che lo studio resti un requisito essenziale e rappresenti la strada migliore da percorrere. L’attore è uno strumento, ma per essere utile, bisogna prima esplorare tutto ciò che è in grado di fare. Lo studio è la sola chiave per fare tutto questo. Quando fai un provino, le persone ti osservano e devono poter dire qualcosa di te. Devi avere delle qualità e queste i reality non le affinano. Ad oggi, per fortuna, credo che siano ancora molte poche le persone che arrivano al successo in questo settore senza aver lavorato duramente.

C’è un regista con cui le piacerebbe lavorare?

Ne avrei tanti, ma sognando in grande direi Martin Scorsese

Qual è il film di cui le sarebbe piaciuto essere il protagonista?

Bella domanda (ride, ndr). Penso “Toro scatenato”. Non voglio paragonarmi a Robert De Niro, ma ricordo che da piccolo vedere questo film fu emozionante, soprattutto perché il protagonista interpretava il ruolo di un pugile e, a quel tempo, anch’io praticavo quello sport. E poi ho sempre amato le pellicole in bianco e nero, così come la fotografia.

A proposito di fotografie, in questi anni hai lavorato moltissimo come modello ed è stato il volto dei video musicali più cliccati sulle piattaforme di riproduzione, da Riccione dei The Giornalisti a Rondini al guinzaglio di Ultimo…

Sa, quando sono arrivato la prima volta a Roma, il mio primo obiettivo era quello di fare l’attore. Per caso, dopo qualche mese ho abbracciato la strada della moda e questo mi ha aiutato a mantenermi negli studi e a farmi conoscere nel settore. Essere protagonista del videoclip con Mario Biondi per Sanremo 2018, ma anche di quello di Coez, Alessandra Amoroso e tanti altri è stata una bellissima opportunità.

Qual è il suo prossimo progetto?

Sto lavorando sulla realizzazione di qualcosa di nuovo in ambito cinematografico ma, per scaramanzia, preferisco non anticipare nulla (sorride, ndr). Come si dice? Non dire gatto se non cel’hai nel sacco. Per adesso mi godo questo periodo, continuo a studiare e mi preparo per cogliere al volo qualsiasi opportunità che dovesse presentarsi davanti a me. Mio padre mi ha sempre detto: “Quando vuoi qualcosa, non importa come, ma so per certo che puoi farcela a ottenerla”. E io custodisco le sue parole e ne faccio la mia forza.

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