TRAVEL EXPERIENCE: “Seychelle “

“Seychelles, l’arcipelago delle fiabe nell’Oceano Indiano”

 

 

Raccontato da Matteo Marronaro di Beatrice Gentili

Paradiso terreste di fama intercontinentale, le Seychelles sono un arcipelago tropicale in cui splende sempre il sole e non si può fare a meno di essere di buon umore.

Insieme alla mia famiglia, a marzo, periodo che dà il via alla finestra temporale dove terminano le piogge, sono partito in direzione di queste isole per godermi un po’ di pace in quello che viene descritto come l’eden.

Viaggiare è una delle mie più grandi passioni e, da amante del mare, ho scoperto ed esplorato tantissime mete turistiche di questo tipo, dalle più note alle più particolari. Le Seychelles, nonostante l’ardua concorrenza, si sono conquistate sicuramente un posto di rilievo nella lista dei luoghi più belli che ho visitato.

Il nostro viaggio è iniziato con l’atterraggio a Mahè, l’isola più grande dell’intero arcipelago, che è composto da centoquindici isole distribuite nell’Oceano Indiano. Appena scesi dall’aereo abbiamo scoperto un panorama mozzafiato, fermandoci ad osservare colori e profumi che prima d’ora non conoscevamo: alle Seychelles, infatti, la foresta pluviale e il mare si incontrano, fondendosi in una sola entità, dando vita a sfumature e tonalità non presenti nell’usuale scala delle colorazioni. Lo stupore, poi, ci ha accompagnati anche una volta arrivati a Victoria, la capitale: si scopre un luogo estremamente selvaggio, dove la lotta tra uomo e natura è stata vinta da quest’ultima.

Collegata a Victoria da un semplice ponte poi c’è Eden Island, un piccolo isolotto artificiale che ospita ville con il molo privato e qualche albergo.

A passeggio per l’isola, metro dopo metro, ci si accorge di come qui il tempo si sia fermato e ogni angolo di questo luogo meriti di essere scoperto. Sdraiati sulla spiaggia, osservando un’acqua cristallina come poche se ne vedono, camminando su una sabbia straordinariamente bianca e ascoltando il suono della natura, sembra di viaggiare indietro nel tempo e di poter scordare per un attimo la frenesia della vita romana. Tutta la zona nord di Mahè è riserva naturale dell’UNESCO e, in quanto tale, è una delle meraviglie di questo luogo.

Dietro suggerimento di alcuni nostri amici pratici dell’arcipelago, abbiamo visitato La Digue (un fazzoletto di terra dove le auto sono bandite e si gira solo in bici, a piedi o con il carro trainato dai buoi) e Praslin (seconda isola in ordine di grandezza dominata da un fitto bosco di palme e takamaka), due isole limitrofe che possono essere raggiunte con il battello o con un piccolo aereo.

Terminate le escursioni e le giornate di mare, si torna a passeggio per Victoria con la voglia di acquistare del buon pesce fresco: lungo le strade, infatti, schiere di pescatori aprono le loro autovetture e si apparecchiano con dei tavoli per far mostra del pescato del giorno, venduto a prezzi irrisori, altamente concorrenziali rispetto a tutto il resto, che solitamente viene venduto quasi a peso d’oro.

Ultima tappa prima di tornare a casa è certamente il punto più alto dell’isola, dove turisti e cittadini del posto si divertono a scattare incantevoli foto all’altezza di qualunque cartolina.

Di ritorno verso la propria città, si torna alla vita di tutti i giorni con il dubbio che si sia trattato solo di un bellissimo sogno, a fronte di quanto sia stato un viaggio incredibile.

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